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Crescita Personale: Come conoscere se stessi

Ciao, continuiamo il nostro viaggio nel mondo della crescita personale partendo da una domanda che mi è stata spesso posta: come posso conoscere me stesso? La conoscenza di se stessi è un universo e, come sempre, non ci sono ricette confezionate e miracolose. Procediamo vedendo insieme alcune distinzioni importanti e lasciamoci poi con un esercizio pratico che può esserti molto utile.

Conoscere se stessi vuol dire considerare diverse variabili importanti, oggi ne esaminiamo alcune particolarmente rilevanti. In primo luogo il nostro sé si costruisce nel tempo, impariamo dunque a muoverci agevolmente lungo la Time Line della nostra vita distinguendo accuratamente passato (chi sono stato), presente (chi sono) e futuro (chi sarò).

 

 

In questo primo post sul conoscere se stessi esploriamo il passato:

Chi sono stato
Il passato ci ha forgiati e la nostra storia personale costituisce un importante punto di partenza per conoscere noi stessi nel presente. Attenzione, però, è importante che il tuo passato stia dietro di te e non costantemente davanti, altrimenti coprirà la tua visuale sul futuro impedendoti di vivere bene il presente. Pensa a guidare un’auto con gli occhi fissi nello specchietto retrovisore… che succede?
Mi piace dire che sulla nostra “scatola dei ricordi” dovremmo scrivere in rosso e grande “MANEGGIARE CON CURA”.

 

Vediamo i principali errori che si commettono con il passato:
Sprofondare e rimanerci incagliati.
Ogni avvenimento umano ha un inizio e una fine, ciò che è avvenuto non sta accadendo adesso ma se continuo a ripetermelo, rivederlo e riviverlo, lo rendo non solo presente ma eterno. Imparare a chiudere i propri conti col passato e a voltare pagina è una delle risorse necessarie per mantenere il nostro benessere.

Usare il passato come alibi per non crescere
Spesso la tentazione di trovare nel passato cause di immobilismo presente è forte e diciamo “Io sono fatto così perché ho avuto una vita difficile… Mi è stato negato tanto… i mie genitori non hanno… come potrei essere diverso se in passato…”. Assolutamente vero, nella storia di ognuno di noi ci sono delle tappe che ci hanno segnato. Sfatiamo, però, un mito: l’infanzia assolutamente felice non esiste; ognuno di noi ha avuto problemi o traumi e il passato non si può cambiare. L’esperienza non è ciò che accade ma ciò che ne facciamo di ciò che ci accade.

Lasciare che il passato mi indichi chi sono e sarò
Quante volte pensiamo che siccome finora ho sempre agito o reagito in un modo, quel modo di fare è il mio modo di essere. Attento, ciò che hai espresso finora è solo una minima parte del tuo potenziale. Crescita personale significa proprio individuare ciò che non ti piace del passato per cambiarlo nel presente e costruire un sé migliore nel futuro.
Alcune domande utili che puoi iniziare a porti sono:
Voglio che il passato giustifichi la mia sofferenza o voglio che sia un’utile possibilità di crescita?
Viste le mancanze del passato, non è forse giunto il momento di prendere responsabilmente il timone della mia vita per condurla dove io voglio?
Cosa m’impedisce adesso di chiudere i conti con le storie del passato che ancora mi condizionano come fossero presenti?

 

Torniamo alla domanda iniziale, come conoscere se stessi, e sperimentiamo un esercizio pratico che può davvero fornirci strumenti importanti per:

  • chiudere i cerchi ancora aperti del passato,
  • mettere ordine e lasciarci il passato alle spalle,
  • evitare giustificazioni e atteggiamenti vittimistici,
  • ritrovare forza ed energia nel presente.

 

ESERCIZIO PRATICO PER CONOSCERE ME STESSO: L’amico del mio passato

 

  1. Ritrova una situazione del passato che consideri ancora aperta. Per iniziare scegli una situazione mediamente coinvolgente, né troppo pesante né poco significativa.
  2. Rintraccia il periodo della tua vita cui l’avvenimento si riferisce e metti l’anno o l’età dell’epoca accanto al tuo nome per indicare il “te nella situazione”.
    Esempio: se penso a un contrasto avuto con un mio amico due anni fa, il “me nella situazione” sarà “Antonio 2009” o “Antonio 36”.
  3. Vedi di cosa ha bisogno il tuo “sé in quella situazione” (es. Antonio 2009), nota cosa sta sbagliando, cosa può imparare di positivo, cosa non sta considerando di importante.
  4. Instaura un dialogo tra te di oggi (es. Antonio 2011) e il “te nella situazione” (es. Antonio 2009) prendendoti amorevole cura del tuo sé passato, dandogli consigli, spiegazioni e incoraggiamenti; infine abbraccialo e insieme trovate la giusta conclusione della situazione.

 

Aspetto il tuo commento e la condivisione di ciò che questa esperienza, come amico di te stesso, ti ha dato.

 

Cresciamo Condividendo!

 

Antonio 2011 augura a te 2011 una splendida giornata!