Pensieri e mente nelle relazioni

Proiezione: quali parti di me non vedo?

Proiezione: quali parti di me non vedo?

Cosa è la proiezione? Quali sono le mie parti interne che non vedo, che non riesco a vedere?
Come funziona il meccanismo della proiezione?

Potenzialmente siamo l’infinito. Ma, poiché il concetto stesso di infinito è di difficile comprensione per noi essere umani, per capire chi siamo, abbiamo bisogno di definirci. E per farlo, molto spesso, ricorriamo inconsciamente, al meccanismo della proiezione: abbiamo bisogno di parametri di valutazione circoscritti e limitati per poterci definire, in quanto riusciamo a vedere di noi solo una piccolissima parte del nostro essere infinito.
Ma che fine fanno gli altri pezzi? Vanno sugli altri. Attraverso il meccanismo della proiezione, sia positiva che negativa, li proiettiamo, appunto, sugli altri, come un qualcosa che a noi non appartiene.

Con il lavoro di Byron Katie possiamo iniziare a renderci consapevoli delle nostre dinamiche proiettive e lavorare sulla proiezione.
Su chi proiettiamo ciò che non vediamo in noi?
Quando non vogliamo vedere quello che abbiamo dentro, sia le parti ‘belle’, quelle luminose, sia le parti più ‘cupe’, tendiamo a proiettarle sull’altro.
La domanda che dobbiamo iniziare a porci è: quando attiviamo il meccanismo della proiezione?
Pensate a quando siamo innamorati, in questa occasione proiettiamo sull’altro tutto ciò che di bello non riusciamo a vedere in noi.
E quando, invece, proiettiamo le nostre parti più cupe? Quando accusiamo l’altro, quando ci arrabbiamo con l’altro, quando parliamo male dell’altro.
Nel lavoro di Byron Katie impariamo a fare un lavoro diverso, che ci aiuta a renderci consapevoli della proiezione che mettiamo in atto e in che modo possiamo integrare anche le parti che pensiamo non ci appartengano.

E tu, su chi proietti chi ciò che non vedi in te?
Fammi sapere nei commenti,
Antonio

Pensieri
e mente
nelle relazioni

Proiezione: quali parti di me non vedo?

Proiezione: quali parti di me non vedo?

Cosa è la proiezione? Quali sono le mie parti interne che non vedo, che non riesco a vedere?
Come funziona il meccanismo della proiezione?

Potenzialmente siamo l’infinito. Ma, poiché il concetto stesso di infinito è di difficile comprensione per noi essere umani, per capire chi siamo, abbiamo bisogno di definirci. E per farlo, molto spesso, ricorriamo inconsciamente, al meccanismo della proiezione: abbiamo bisogno di parametri di valutazione circoscritti e limitati per poterci definire, in quanto riusciamo a vedere di noi solo una piccolissima parte del nostro essere infinito.
Ma che fine fanno gli altri pezzi? Vanno sugli altri. Attraverso il meccanismo della proiezione, sia positiva che negativa, li proiettiamo, appunto, sugli altri, come un qualcosa che a noi non appartiene.

Con il lavoro di Byron Katie possiamo iniziare a renderci consapevoli delle nostre dinamiche proiettive e lavorare sulla proiezione.
Su chi proiettiamo ciò che non vediamo in noi?
Quando non vogliamo vedere quello che abbiamo dentro, sia le parti ‘belle’, quelle luminose, sia le parti più ‘cupe’, tendiamo a proiettarle sull’altro.
La domanda che dobbiamo iniziare a porci è: quando attiviamo il meccanismo della proiezione?
Pensate a quando siamo innamorati, in questa occasione proiettiamo sull’altro tutto ciò che di bello non riusciamo a vedere in noi.
E quando, invece, proiettiamo le nostre parti più cupe? Quando accusiamo l’altro, quando ci arrabbiamo con l’altro, quando parliamo male dell’altro.
Nel lavoro di Byron Katie impariamo a fare un lavoro diverso, che ci aiuta a renderci consapevoli della proiezione che mettiamo in atto e in che modo possiamo integrare anche le parti che pensiamo non ci appartengano.

E tu, su chi proietti chi ciò che non vedi in te?
Fammi sapere nei commenti,
Antonio